Piano Casa, se ne discute in Provincia:

"Evitare conflitto di poteri"

 

Oggi, venerdì 20 dicembre, alle 17.00,

nella Sede della Provincia di Salerno,

si è discusso della legge/piano casa

del 27 maggio 2009 che, a causa di

forti opposizioni, non è stata ancora

approvata nella nostra Regione.

“Speriamo che non si cada in un

conflitto di attribuzione di poteri” -

hanno commentato i principali

relatori, tra cui l’On. Cammarota e

l’On. Fortunato, Presidente della IV

Commissione Consiliare della

Provincia di Salerno.

Infatti il “piano casa”, progetto nato

in Campania e che ha poi coinvolto

tutta l’Italia, è un atto politico e

giuridico che intende sfruttare al

meglio le volumetrie e di aumentare

gli ampliamenti degli edifici del 20

o 35% a seconda dei casi. L’iniziativa

si articola sostanzialmente in 3

punti: 1) ridefinire il patrimonio

edilizio agricolo per evitare troppe

nuove costruzioni; 2) fornire la

possibilità di eseguire ampliamenti

anche nelle zone abitate dei Parchi

regionali; 3) estendere la possibilità

di intervento anche su edifici

destinati ad attività produttive;

oltre a rivalutare le aree dismesse.

Per quanto concerne il punto 2, come

ha assicurato Cammarota, la

deturpazione delle zone protette o

gli abusivismi non saranno tollerati.

Le famiglie più disagiate o con

particolari esigenze saranno

certamente favorite dall’attuazione

di questa legge, in quanto costruire

verande sui terrazzi dei condomini o

aggiungere scantinati non sarà più un

problema, ed inoltre le tubature

potranno essere ampliate o costruite

ex novo ridefinendole a seconda dei

casi.

Naturalmente tutto ciò ha suscitato

non pochi problemi: la IV Commissione

Consiliare ha suggerito al Consiglio

Regionale alcune modifiche, dal

momento che i tempi predisposti per

gli ampliamenti erano inizialmente

di soli 18 mesi. Se le modifiche

saranno approvate, si avrà molto più

tempo a disposizione.

A fronte degli appartamenti di classe

A o B europei, in Italia troviamo

appartamenti di classe G con consumi

elevatissimi, e una manovra di social

housing come il “piano casa” ne

comporterà una notevole riduzione,

pari almeno al quantitativo di case

che dovrebbero essere altrimenti

edificate. In ogni caso, come ha

precisato Matteo Bottone, membro

della IV Commissione, quando sarà in

vigore la legge, in qualsiasi caso si

presenti “pericolosità idraulica” o

“frana elevata”, non sarà possibile

ottenere l’autorizzazione dal Comune

pertinente.

20 novembre 2009
Maria Cristina Folino