I Tesori di Mcf

* Recensioni a go-go...

 

* Recensione apparsa su Librerie.it (per Liberami da questo Libro!)

source: http://www.librerie.it/libri/fantasy/liberami-da-questo-libro.html

"Castanora è l'eroina di questo libro, fiaba per

bambini ed adulti che coinvolge i lettori capitolo

dopo capitolo, nell'interagire loro stessi con il testo.

Lo stregone  Rutantruono crea scompiglio e terrore all'interno del villaggio di Loch spaventando i suoi abitanti, ma la nostra protagonista tenterà di

scoprire il segreto della sua forza per poterlo distruggere e portare così la pace.

L'impresa è ardua visto che l'unica possibilità per riuscire nella missione è riposta nelle mani

dell'essere misterioso che popola le pagine del

libro, nelle mani di colui che mostrerà il suo

coraggio e potere leggendo".

 

* RECENSIONE della Dott.ssa Federica Garofalo (per Liberami da questo Libro!)

Chiunque abbia letto il romanzo “La Storia Infinita” di Michael Ende o almeno ne abbia visto la celeberrima versione cinematografica di Petersen avrà sognato almeno una volta di avere tra le mani un libro in grado di aprirgli una porta di un mondo fantastico nel quale egli stesso diventi l’eroe di una storia epica. È stato forse questo che ha portato Maria Cristina Folino, giovane giornalista con già al suo attivo una raccolta di poesie, a scrivere questa deliziosa fiaba, “Liberami da questo libro!”.

Già il titolo è tutto un programma: è al lettore che si rivolge direttamente fin da subito, attraverso un quadro che lo trasporta in un’atmosfera sospesa, al di là dello spazio e del tempo, e paradossalmente proprio con l’espediente del manoscritto ritrovato di manzoniana memoria: sì, ammicca l’autrice sotto lo pseudonimo di Rita Scamarini, questo libro è vero, parola di archeologo, e al tempo stesso avverte il lettore che vero non è per forza sinonimo di

realistico, situando tutto in un’indefinita antichità ancestrale e mescolando con la massima naturalezza l’evanescenza celeste della Scozia al mistero infero dell’Antico Egitto. Come in ogni fiaba che si rispetti c’è una damigella in pericolo (l’intraprendente Castanora) un cattivo (il mago Rutantruono) e uno scopo da raggiungere: disarmare il malvagio liberando ciò che tiene in ostaggio, che costituisce il segreto del suo potere e con cui potrebbe distruggere il villaggio di Loch. E l’eroe è proprio il lettore. Ma c’è un problema: come si fa a fare l’eroe? Il libro ha una soluzione anche per questo. Per sette capitoli accompagna il lettore passo dopo passo, addestrandolo a diventare un eroe, o meglio rieducandolo ad usare una facoltà per la quale siamo decisamente fuori allenamento da molto tempo: l’immaginazione. Ciò implica che questo non è un libro da scorrere né da leggere in fretta: è un libro che va gustato, parola per parola, leggendo e rileggendo anche la stessa frase più di una volta, seguendo alla lettera le sue istruzioni, affrontato con lo spirito con cui s’imparano dei passi di danza. Effetto garantito, e per niente complicato da raggiungere; anzi, è piacevole imparare questi passi di danza lasciandosi trasportare dalla musica del linguaggio dell’autrice, leggero e brioso, fatto apposta per pizzicare corde mai toccate, mentre nel frattempo il quadro del personaggio misterioso si compone a poco a poco, e sarà diverso per ogni lettore.Alla fine si scoprirà che la fantasia non è solo un luogo: non c’è solo il Regno di Fantàsia, la cui caratteristica di non avere confini può forse anche un po’ spaventare. Può essere una persona fisica, altrettanto vera quanto il lettore, che si può vedere, toccare, liberare.

 

A cura di Federica Garofalo

 

* RECENSIONE di Francesco De Chiara (per Ali di Gabbiano)

La raccolta di poesie ''Ali di gabbiano'' è la volontà di rimanere fedele ai propri ideali, di passeggiare nella regione dei sogni, di comprendere attraverso un lirismo delicato il miracolo della vita.
Un grido di speranza mai scomposto, una voce dall'eco gentile che decisa sussurra quanto sia meraviglioso esistere.
I gabbiani in volo al tramonto suggeriscono attimi lieti, mare calmo e orizzonti sereni.
Le manifestazioni della natura si susseguono partecipi dei sentimenti; il tramonto, le tenebre, la fiamma, l'aria, il cielo sereno.
I moti dell'anima vengono scanditi nei colori e i suoni dell'alba, dell'acqua, del destino.
A tratti una malinconia sottile si impadronisce delle parole, poi nei versi svanisce fino a divenire uno sguardo dolce,
il desiderio di vincere ansie e preoccupazioni.
Incanto e disincanto, sempre resi con grazia e originali simbolismi, spesso si fondono nella convinzione di poter coesistere, come un abbraccio necessario per esprimere pienamente una sensibilità straordinaria.

 

- Un verso che mi ha particolarmente colpito.
''La tristezza è guardare nei bui meandri della tua mente e perderti''

 

A cura di Francesco De Chiara

 

* RECENSIONE di Valentina De Santis (per Ali di Gabbiano)

Un gabbiano libero che spazia tra la terra ed il cielo: è questa la ricorrente immagine di cui si veste lo spirito di Maria Cristina Folino. Il gabbiano che sorvola il cielo si fonde con quel desiderio dell’autrice di andare oltre, oltre il senso dell’esistenza, ed è attraverso la sua poesia  che Maria Cristina si confida dolcemente al lettore: lo porta sulle ali del gabbiano, finché gli occhi e l’anima del lettore stesso non si trasformino in quelli di un uccello per oltrepassare dall’alto il confine, ed abbracciare quell’immenso, impossibile scrutare.

Dal linguaggio di stampo classico ma allo stesso tempo chiaro e scorrevole,  le quindici liriche dell’autrice racchiuse nel suo capolavoro “Ali di gabbiano” non sono altro che l’espressione di quell’ispirazione che va dalla voglia di libertà al dolore, da una lacerante delusione fino al suo risalire, a voler poi fuggire chissà dove, quasi spiccando in volo per lanciarsi nel vuoto, nell’infinito senso dell’esistenza per poi rassegnarsi e limitarsi a sognare.

Da qui, dal sogno, l’autrice si abbandona infine all’inevitabile riflessione sulla vita e la morte: “La vita e la morte tu puoi chieder cosa esse sono: sono qualcosa che va al di là dell’orizzonte e rincorrendole, pur fuggevoli sono; credo che siano l’alba e il tramonto di un’essenza, incancellabile”.

Dopo l’iniziale riflessione, l’autrice intuisce il meccanismo segreto dell’esistenza e lo descrive come un unico abbraccio inseparabile che lega vita e morte: “La vita è come un dono pregustato e assaporato, ma che pur fuggevole passa. La morte gode di quel dono...”.

In quell’abbraccio, ritorna il desiderio di andare oltre nascosto proprio nello scambio del dono perfetto dopo la fine dell’esistenza: il dono dell’immensità, dell’eternità.

 

A cura di Valentina De Santis

 

Follettarosa - scritte glitterate