Intervista #6

Vuoi o non vuoi, l'amore ti trova

Bio

 

Gina Laddaga si definisce un'eterna 16enne, e questo già ci piace! E' nata il 12 febbraio 1987 ("sotto il segno dell'acquario", precisa), ha due fratelli e abita in provincia di Pavia, dove vive con i suoi genitori.

Ha studiato come grafico pubblicitario, ma attualmente lavora come impiegata amministrativa. Ama i telefilm, il cinema,Twilight, i balli latino-caraibici, e appena può si diletta a scrivere romanzi rosa e fantasy; le piacerebbe che la scrittura diventasse il suo vero lavoro. Ha pubblicato Sognami (una bella storia d'amore ispirata alla tragedia scespiriana Romeo e Giulietta, n.d.r.) per Davide Zedda Editore, mentre il suo secondo lavoro, Moonstone (popolato di lupi&co.), è disponibile in formato ebook nel catalogo di Edizioni Il Pavone. Che dire, sei frizzante e versatile, speriamo che i tuoi sogni si trasformino in realtà! ;)


>> Essendo un'anima

romantica, Gina ha scelto di

recensire una splendida storia

d'amore: "La moglie dell'uomo

che viaggiva nel tempo" di

Audrey Niffenegger. E ne è

uscito un capolavoro 

d'intevista!

 

Perché la facoltà di viaggiare nel tempo di Henry DeTamble è descritta come una "malattia

genetica"? Possiamo ipotizzare che nei nostri geni siano contenuti i segreti delle generazioni passate?

Beh, probabilmente la scrittrice non sapeva dove appigliarsi e ha scelto ''la scappatoia'' della malattia.

No, scherzo. Questo libro è assolutamente uno dei miei preferiti, quindi non posso essere cattiva... ma posso provare ad esserlo un tantino.

La "malattia genetica" di Henry inizia con la morte della madre e quella notte cominciano anche i suoi viaggi nel tempo. Un incidente stradale, sua madre che smette di cantare (era una cantante per professione) e lui viene catapultato nudo e infreddolito dall'altra parte della strada. E' come se il gene della cronoalterazione avesse deciso di salvare solo lui e non tutto l'abitacolo, abbandonando la madre al suo destino, perchè Henry forse era destinato a qualcosa di diverso. Quel qualcosa di diverso sarà trovare il vero amore (Clare, e poi Alba).

Possiamo anche ipotizzare che nei nostri geni ci sia qualcosa di più, ma chi può dirlo con esattezza? Ipotizzare va bene, ma decidere chi essere è un po' più complicato, e molte volte è il fato - o la coincidenza? - a modellare il nostro essere. Le generazioni passate oramai sono "passate". E' ciò che siamo oggi, a creare quello che saremo noi e che sarà la vita futura.

 

Secondo te perché, di fronte ai ricordi o ai progetti per il futuro, spesso ci sentiamo "nudi" e indifesi come Henry?

Il futuro fa paura. E' un dato di fatto. Quando nasciamo la prima cosa che facciamo è piangere. Piangere perchè qualcuno ci ha tirati fuori dal posto caldo e accogliente che era il ventre materno. Cosa ci sarà al di fuori? Non lo sappiamo e questo fa paura.

Ogni cambiamento spaventa e non sapere cosa accadrà intimorisce. Ogni individuo affronta il futuro o i propri progetti in modo diverso, ma è sempre la paura a dare la spinta per decidere di fare una cosa o meno. Henry, quando si ritrovava ''nudo e solo'' dopo un viaggio nel tempo, sapeva che doveva correre, trovare un posto in cui rifugiarsi e dei vestiti con cui coprirsi; questo però lo capisce dopo un po' di tempo, dopo aver fatto molti "viaggi". La prima volta non sapeva cosa fare e andava avanti con l'intuito, la legge della sopravvivenza lo spingeva a correre e a compiere azioni che lo salvassero.

Un po' come tutti gli esseri umani ogni giorno.

 

Un'altra particolarità del libro è che i piedi sono qualcosa di estremamente importante per il protagonista. Cosa vuol dire, secondo te?

I piedi per Henry erano la sua fonte di vita. Se non poteva correre, non poteva sopravvivere. Eppure il destino ha scelto di privarlo della sua fonte di sostentamento. Certe volte il destino è capriccioso e ti mette alla prova. Henry purtroppo non la supererà...

 

Per quale motivo Clare avrà sempre la pazienza di aspettare Henry, nel passato e nel presente?

L'amore. Semplicemente l'amore.

Si può pensare ciò che si vuole dell'amore. E' un sentimento che ti rende forte, ma ti indebolisce allo stesso tempo. Può renderti vivo, ma può anche ucciderti. Tutti si innamorano. Tutti amano. Vuoi o non vuoi, prima o poi, l'amore ti trova.

Ed è questo che alimenta la pazienza di Clare. Henry è la sua anima gemella e lei sa che un giorno lo rivedrà.

 

Cosa vuol dire l'epifania finale del protagonista già morto per la moglie addolorata? Esprimi la tua opinione sui sentimenti legati alla morte dei nostri cari.

Quando Henry muore, Clare cade nella depressione più assoluta. Ha aspettato Henry fin da piccola e un giorno una stupida coincidenza gliel'ha portato via. Tutte le volte che lui spariva, alla fine tornava. Quell'ultima volta, purtroppo no. Come può sentirsi la giovane donna? Spezzata, incompleta... quando muore qualcuno di caro ti lascia un vuoto dentro. E' come se perdessi una parte di te. Credi di non riuscire ad andare avanti, ma poi devi farlo.

 

Due parole sulla fruibilità di questo romanzo: è accattivante e moderno, oppure obsoleto e retrò (insomma è "leggibile" o no)?

Assolutamente leggibile. I due punti di vista della narrazione di fanno capire, parola dopo parola, pagina per pagina, cosa provano i due protagonisti. Come si sente Clare aspettando sempre il suo amato. Come si sente Henry cercando di tornare dalla sua amata. Un romanzo moderno, appassionato ma non sdolcinato. Lettura scorrevole e ricca di peculiarità che rendono questo testo uno dei più notevoli di questo genere.

 

Perché riscriveresti questo romanzo, se ne avessi la possibilità. E cosa vorresti modificare nella trama.

Riscriverei questa storia per poi oppormi al modo in cui è stato cambiato il titolo italiano del film tratto dal romanzo. "La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo" è un titolo d'impatto. "Un amore all'improvviso" è un titolo un po' banale, scontato.

Forse della trama non cambierei nulla, o al massino eviterei l'incidente finale di Henry. Solo perchè amo i lieto fine. Anche se questo libro, volendo decifrarlo positivamente, un bel finale ce l'ha, perché Clare e Henry si ritrovano, nonostante lui sia scomparso nel presente.

 

Concludiamo spiegando perché hai scelto questo libro. Nostalgia del passato? Paura del futuro?

Ho scelto questo libro perché racconta l'amore vero, quello che aspetta, che pazienta e che vive al cento per cento ogni giorno. Henry e Clare alla fine si trovano, dopo aversi cercato a lungo. Ed essendo io una romanticona, come potevo non innamorarmi di questo libro?

Del passato, fino ad ora, non ho mai provato nostalgia. Un po' di paura del futuro c'è, ma cerco di vivere la mia vita giorno dopo giorno. E... come diceva Rossella O'Hara: "Dopotutto, domani è un'altro giorno!"

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