Intervista #4

Quella Las Vegas è dentro ognuno di noi

>> Il quarto

"bookomane"

ha scelto uno

splendido

romanzo, Il

quaderno di

Maya di Isabel

Allende, e noi lo

ascoltiamo.

 

Perché hai scelto questo libro? Conoscevi già l'autrice? Pregi e difetti della narrazione.

Il libro è veramente ben scritto, la narrazione è un continuo alternarsi tra le esperienze della ragazza sull’isola di Chiloè e il suo passato.

Non ho riscontrato alcun difetto nella narrazione.

Della stessa autrice ho letto: “La figlia della fortuna”, “D’amore e ombra”, “La casa degli spiriti”, “Ritratto in seppia”. 

 

Secondo te, perché Maya - e tanti come lei - cercano rifugio dal dolore in una vita pericolosa? E' questo un modo per autopunirsi delle proprie malefatte? Esprimi la tua opinione.

Penso che si sentano sostanzialmente soli, che nessuno oltre i loro coetanei possa capirli - sensazione ovviamente sbagliata, il mondo di oggi ha ingrandito le incomprensioni fra generazioni che una volta erano notevolmente meno accentuate; non credo che vogliano autopunirsi ma che, più pericolosamente, siano convinti di potere comandare il gioco e decidere quando smettere.

 

Manuel ti sembra un personaggio ben costruito? Gli avresti assegnato un ruolo diverso? Descrivi le tue impressioni.

Manuel mi sembra ben costruito, anche lui come Nini sostituisce alle parole l’esempio. Forse avrei descritto un po’ di più il suo carattere - non a caso è accettato da Maya per quello che è, solo alla fine scoprirà che in realtà è suo nonno. Da notare come Maya ritrovi se stessa lontano da cellulare, posta elettronica, grazie al contatto con la popolazione di Chiloé vede la vita sotto un aspetto nuovo, riscopre valori dimenticati. ”Sto mettendo radici in quest’isola, non me lo sarei mai immaginato”.   

 

E' possibile che Popo sia morto per le preoccupazioni che gli dava Maya, che pure gli voleva molto bene?

Il libro lo lascia trapelare, Popo sa di essere per lei un punto di riferimento con i genitori di Maya assenti, è quello che le dice di guardare sempre avanti - significativa la frase “la vita è un arazzo e si ricama giorno dopo giorno con fili di molti colori, alcuni grossi e scuri, altri sottili e luminosi, tutti i fili servono. Le cretinate che ho fatto sono già nell'arazzo, sono incancellabili, ma non devono essere un peso per tutta la mia vita.”

 

Nini è una nonna all'antica, tradizionalista, noiosa, o viceversa un personaggio salvifico e provvidenziale? Che cosa sarebbe successo, a tuo dire, se non fosse intervenuta in tempo?

Nini mi pare il personaggio fondamentale del libro,

un esempio, la donna forte, intelligente, che prende

in mano la sua vita - significativo l’episodio in cui va

a suonare di sera alla porta di quello che sarebbe diventato non solo suo marito, ma il suo grande amore (Popo). Se non fosse intervenuta in tempo Maya si sarebbe ritrovata in guai più grossi di lei e avrebbe probabilmente fatto una brutta fine.

 

Che ne pensi del finale? Ti sembra scontato?

Nei libri della Allende le protagoniste sono sempre donne responsabili che combattono le avversità con coraggio e ostinazione, sono aiutate da altri personaggi lungo il tragitto ma alla fine è la loro determinazione a prevalere.  

 

Cosa ti è piaciuto di più e cosa non ti è piaciuto affatto in questo libro.

Il libro mi è piaciuto molto, ben scritto, ben costruito, un bel viaggio nell’arcipelago giovanile dove sono descritti molto bene sentimenti e paure; un personaggio che avrei decritto un po’ più a fondo è Daniel.

Nel finale la protagonista decide di tornare a scuola - e nella città di Daniel, segno che il passato è ormai alle spalle e Maya è finalmente decisa a riprendere in mano il proprio destino.

 

La Las Vegas di oggi è pericolosa come la tratteggia Allende? Ti sembra che nella sua Las Vegas l'autrice abbia voluto inquadrare l'America in generale?

La Allende da donna intelligente prende ad esempio Las Vegas con i suoi pericoli presenti un po' in tutta l’America, penso che quella “Las Vegas” sia dietro ogni angolo, dentro di noi, sono i pericoli ai quali siamo sottoposti, che s’incontrano quasi quotidianamente. Fondamentale la capacità di riconoscerli e la volontà di non farsi trascinare.

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Commenti: 1
  • #1

    Michela (mercoledì, 29 agosto 2012 15:32)

    Queste interviste mi piacciono proprio: interessantissime alternative alle solite recensioni! Complimenti ad Antonio e ovviamente a Maria Cristina!